06/12/2017

Causa di beatificazione di
Benedetto XIII
che da Arcivescovo di Benevento
ha regalato una tela alla
Parrocchia di Gambatesa.

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02/10/2017

Madonna del Rosario
Le foto della
Messa, Supplica,Processione
e Benedizione dell'uva

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24/10/2016

Le foto della
Celebrazione della Cresima
in NOVITA

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22/07/2016

I ragazzi di Azione Cattolica
di Gambatesa
celebrano il Giubileo a Castelpetroso
e poi trascorrono il resto della giornata
a Rainbow MagicLand Valmontone.
Le foto in NOVITA'

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11/01/2016

In Notizie dalla DIOCESI:
Chiusura delle visite pastorali

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11/10/2015

In NOTIZIE DALLA DIOCESI:
Visita del Card. Pietro Parolin
Segretario di Stato di Sua Santitŕ
alla Diocesi di Campobasso-Bojano.

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Croce in marmo policromo Coro ligneo del '700

 

 

 

 

 

 

CHIESA PARROCCHIALE S. BARTOLOMEO APOSTOLO

 

La Chiesa parrocchiale, intitolata a S. Bartolomeo Apostolo, è situata al centro della zona storica e nelle immediate vicinanze del castello medioevale. Fu consacrata il 16 luglio 1696 dall'Arcivescovo di Benevento Cardinale Orsini che poi fu eletto papa (Benedetto XIII).

Tutto il complesso è a tre navate, divise in 12 pilastri congiunti con archi a tutto sesto e misura in lunghezza 34 metri, 16 in larghezza e 11 in altezza.

Avendo subito continue modificazioni nel corso dei secoli è inutile cercare un preciso stile architettonico. Nel complesso risulta uno stile rinascimentale. Risulta che nel 1880 l'edificio era in condizioni miserevoli per cui il Card. Di Rende, essendo venuto in Santa Visita Pastorale ne ordinò il restauro e contribuì con una offerta personale di lire 1.275. Nel 1887, con l'impegno dell'Arciprete don Francesco Di Renzo, il popolo ed il Comune di Gambatesa si eseguirono i lavori per 6 anni e il 6 maggio lo stesso Card. Di Rende riconsacrò la Chiesa.
Il portale della Chiesa è in pietra ed è sormontato da un timpano triangolare sorretto da mensole. Una possibile datazione è XVI secolo, quindi riconducibile al fonte battesimale del 1523.

Sulla facciata del campanile si può ammirare un trittico costituito da tre pannelli che raffigurano la Vergine (al centro), S. Bartolomeo Apostolo ( a sinistra) e l'Agnello cricifero (a destra). E' un'opera di bella fattura reimpiegata nel campanile durante un restauro ma già facente parte dell'edificio. Si tratta di una scultura pregevole che rivela nell'andamento delle vesti delle figure una certa reminiscenza tardo-gotica.

 

 

Presso il presbiterio vi è il Fonte Battesimale, costituito da un'ampia vasca su una base cilindrica. La vasca è decorata con due stemmi: quello del Comune e dei De Capoa; tra i due stemmi c'è la data: 1523.

Si tratta probabilmente di una donazione alla Chiesa da parte dei De Capua, duchi di Termoli e feudatari in quel periodo di Gambatesa.

Sempre nel presbiterio è situato un bel coro ligneo di artigianato locale che per motivi stilistici è relazionabile al restauro subito dalla chiesa tra il 1887 e il 1891.

Gli stalli sono decorati con una serie di semplici specchiature modanate. Solo la parte centrale viene messa in risalto da un timpano triangolare.

 

 

L'attuale altare maggiore è stato costruito, con l'approvazione delle competenti autorità, con i marmi del vecchio pulpito. E' stato consacrato dall'Arcivescovo di Benevento Mons. Raffaele Calabrìa il 18 novembre 1978.

Il 23 luglio del 2000 S. E. Mons. Armando DINI ha riaperto al culto la Chiesa, dopo lavori di restauro (pavimentazione) eseguiti dalla Soprintendenza Archeologica di Campobasso.

 

 

 

 

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CHIESA DI S. NICOLA

 

 

La chiesa di S. Nicola risale ai secoli XIV - XV, fu edificata sotto il titolo di S. Sebastiano, situata fuori della terra di Gambatesa, in una zona campestre ed officiata dal 1586 al 1653 dai Minori Conventuali di S. Francesco detti della "Scarpa", che abitavano l'annesso convento loro concesso dall'università con atto del 7 novembre 1586.

Soppresse le piccole comunità religiose da Innocenzo X, la chiesa e il convento furono abbandonati. Con il terremoto del 1688 si aggravarono le condizioni già molto deteriorate dell'edificio e nel 1695 fu oggetto di dispendiosi restauri.

Rinnovata la chiesa, l'arcivescovo Orsini di Benevento (poi eletto Papa Benedetto XIII) vi fece trasferire le suppellettili dell'antica e abbandonata Chiesa di S. Nicola al Serrone.

La chiesa di S. Nicola è oggi un piccolo gioiello d'arte sacra romanico-rinascimentale dalla linea architettonica semplice e linda con la facciata a timpano. Ad una sola navata, presenta all'interno alcune pregevoli tele di notevole interesse restaurate nel 19-----

Al centro c'è un retablo in legno scolpito e dipinto su due livelli: il primo livello è costituito da due semicolonne scanalate affiancate da protrami cherubiche; superiormente c'è un pannello centrale tra volute e cherubini.

Sullo zoccolo del retablo sono visibili due stemmi: uno riferibile a Mendozza, famiglia feudataria di Gambatesa dal 1616 al 1631 e nell'altro le parole "AVE MARIA GRATIA PLENA".

Al centro del retablo c'è un dipinto a olio su tela (cm. 232x155) raffigurante l'Immacolata in tunica bianca a disegni d'oro e fiancheggiata da raffigurazioni simboliche di alcuni suoi titoli.

Ai suoi piedi S. Onofrio e S. Nicola.

E' un'opera decisamente interessante databile tra tra il 1616 e il 1631 pre la presenza dello stemma dei Mendozza visibile sulla cornice. L'autore è ignoto ma sembra sia appartenuta alla cerchia di Giuseppe Cesari detto "Cavalier d'Arpino".
Sulla sommità del retablo è situato un dipinto raffigurante l'Eterno Padre. E' della stessa mano dell'autore dell'Immacolata.
Ai lati del retablo, entro apposite cornici in stucco ci sono due dipinti raffiguranti la Madonna e l'Arcangelo Gabriele di ignoto autore locale.
Indubbie affinità legano questi dipinti con i quattro tondi conservati nella chiesa di S. Sebastiano a Caserta.

A sinistra dell'altare un dipinto attribuibile al pittore napoletano Giuseppe Castellano (inizi sec. XVIII) rappresenta S.Antonio Abate affiancato da S. Francesco d'assisi e S. Antonio di Padova. Si tratta di opera appartente alla committenza e all'attività pastorale del Card. Vincenzo Maria Orsini nell'ambito della sua diocesi. In basso, al centro, si può notare infatti lo stemma degli Orsini.
Alla destra dell'altare una tela del 1715 raffigurante S. Biagio, S. Sebastiano e S. Rocco del pittore Francesco Montagano.
Un dipinto del 1620 raffigurante l'Assunta con la Trinità, S. Francesco e S. Carlo Borromeo del pittore napoletano Francesco Ferri è situato sulla parete destra della chiesa
Il restauro delle opere è stato possibile grazie all'interessamento
dell'arciprete Don Giuseppe Nuzzi (parroco attuale) e al contributo finanziario della Banca di Credito Cooperativo di Gambatesa (ex Cassa Rurale).

La riapertura al culto è avvenuta con una solenne cerimonia liturgica celebrata dall'arcivescovo Mons. Pietro Santoro nel 1987.
Davanti alla Chiesa è posta la Croce Greco-Romanica, dove è raffigurato il Cristo Crocefisso tra la Madonna, S.Giovanni ed un teschio; sull'altra faccia il Cristo trionfante che benedice. Circondato dai simboli dei 4 evangelisti.

 

 

 

 

 

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CHIESA DEL PURGATORIO

 

 

La chiesa del Purgatorio , restaurata interamente nel 1905, è senz'altro l'edificio di culto più antico che sorge nell'abitato. Prima del 1751 era intitolata al Salvatore e posta a guardia della Porta della Torre. Fu chiesa abbaziale , e come tale, aveva la sepoltura per i suoi beneficianti; sepoltura che fu fatta chiudere nel 1690 dal cardinale Orsini.
Nel 1751 dato il suo stato di rovina, la chiesa venne riedificata e intitolata alle Anime del Purgatorio

L'Arciprete Rotondo pose la prima pietra della Fabbrica. Pasquale Captano fece a sue spese nel 1757 gran parte della Chiesa e nel 1761 l'arricchì di stucchi.
La chiesa lesionata dal terremoto , fu abbandonata e messa in vendita nel 1739 , ma non ci furono compratori. La chiesa venne rimessa in sesto nel 1892 con l'aiuto del comune e dei privati ad iniziativa del Sacerdote Donato Venditti. Fu riaperta al culto nel 1907. Oggi la chiesa è chiusa al culto dei fedeli.

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 
SANTUARIO MADONNA DELLA VITTORIA

 

Il Santuario di S. Maria della Vittoria sorge a 4 Km da Gambatesa ai piedi di una rupe. Risalente ai secoli XI-XIV, conserva ancora linearità della primitiva struttura architettonica d'impronta rurale che mostra elementi di transizione dal romanico al gotico, leggibile nella facciata liscia e compatta e nel portale di pietra nuda e con arco a sesto acuto.
Un'antica tradizione popolare ne attribuisce la costruzione alla volontà dell'Imperatore Federico Barbarossa.
Al suo interno, di notevole importanza, la statua lignea della Madonna della Vittoria del 1714.
La chiesa,in origine, si pensa potesse essere un'abbazia con annesso monastero. Probabilmente rovinata dal terremoto del 1279 o da altri eventi, fu fatta ricostruire dalle fondamenta dal Conte Riccardo di Gambatesa verso il 1313. Lateralmente alla cappella sorgeva un piccolo convento ridotto oggi a pochi ruderi. Il convento era circondato dai giardini di proprietà dell'Arcives
covo Orsini.

La chiesa fu tenuta ed officiata fino al 1653 dai canonici Regolari Lateranensi, detti Rocchettini, del monastero di Sant'Angelo di Napoli. Il loro stemma, l'agnello crocifero, è rappresentato con forte realismo nella lunetta del portale. L'importanza del santuario e non solo come luogo di culto e di fede, è testimoniato dalle indulgenze locali concesse dai Papi Clemente V nel 1313 e Giovanni XXII nel 1317, ambedue su richiesta di Riccardo di Gambatesa.
Il Santuario è un luogo molto venerato dai Gambatesani in quanto al suo interno è conservata la statua della Madonna della Vittoria, protettrice di Gambatesa.

 

 

La statua, nell'ultima domenica di luglio, viene portata in processione nella chiesa parrocchiale dove resta fino all' ultima domenica di settembre.
Durante il periodo di permanenza della sacra immagine in parrocchia, i fedeli si recano a pregare ogni sera fino a tardi.


 

 


CHIESE ORA INESISTENTI

 

Nell'abitato, oltre le chiese sopra descritte, c'erano:

la Chiesa di S. Antonio Abate dove attualmente c'è il cosiddetto TOMOLO

S. Michele Arcangelo sulla odierna Strada Nazionale Appulo Sannitica (angolo di Via  S. Angelo, nome preso dalla chiesa oggi distrutta)

 

 

 

 

 

 

Fuori dell'abitato c'erano le chiese di:

S. Marco sulla via mulattiera che da Gambatesa porta a Tufara;S. Mauro lungo la strada del Mulino;S. Niccolò della Vipera sullo schienale arenoso e pietroso ove era il casale con quel nome;S. Maria di Chiusanella nell'omonimo Bosco Chiusano;S.Andreache sorgeva sul Tappino verso la parte settentrionale di Gambatesa.